
Partiamo da un semplice fatto: per anni abbiamo considerato le contratture come un sistema di fibre muscolari sottoposte ad una stimolazione nervosa continua che le faceva contrarre, e quindi irrigidire. Poi è arrivato il dry needling, che ci ha costretti a rivedere questo assioma, e a concentrarci sul perché dell’efficacia dell’utilizzo di questa tecnica. Infine, abbiamo capito che la contrattura muscolare non è che un irrigidimento della matrice connettivale che sostiene e da struttura alla muscolatura.
Occorre quindi rivedere tutto un modo di intendere la riabilitazione ortopedica, focalizzandoci sull’istologia più che sulla prestazione globale muscolare. E’ essenziale l’utilizzo dell’ecografo per capire su cosa stiamo mettendo le mani: una valutazione funzionale ecografia approfondita è la conditio sine qua non per intraprendere un percorso riabilitativo personalizzato.
A seguire, andremo ad interpretare in chiave funzionale la problematica che porta il Paziente in studio: dall’anamnesi, alla valutazione della problematica tramite test ed analisi del movimento compromesso, all’individuazione della causa a monte, fino alla pianificazione accurata del piano di trattamento e a alla stima del numero di sedute necessarie per ottenere il risultato. Essenziale è la strategia di recupero: programmeremo il recupero funzionale per fasi, andando ad inserire man mano tutta una serie di esercizi da effettuare in combinazione alla Terapia Fisica in studio. Una grande importanza va data all’autotrattamento a casa: esercizi, abitudini e routine da intraprendere per rendere più autonomo possibile il Paziente, in modo tale da avere delle strategie di gestione della problematica fruibili liberamente senza la stretta necessità della supervisione del Terapista.
Personalmente credo molto nell’utilizzo delle Terapia Fisiche: fino a qualche anno fa utilizzavamo la tecar come un ferro da stiro, oggi invece abbiamo a disposizione tecnologie complesse come la linea di radiofrequenza Indiba, le FMS Tesla care – stimolazione magnetica funzionale e abbiamo sdoganato l’utilizzo delle onde d’urto Swiss Dolorclast EMS anche in ambito muscolare. Il semplice Esercizio Terapeutico quindi può tranquillamente essere associato a delle terapie mirate e specifiche che aiutino a raggiungere gli obiettivi in tempi più rapidi, con costi globalmente minori e maggior soddisfazione del Paziente, senza sperimentare inutilmente dolore (vedi alcuni dolorosi trattamenti miofasciali manuali, inutili manipolazioni articolari che irritano le cartilagini di rivestimento delle ossa o esercizi a carichi crescenti difficili da sostenere che vanno ad elicitare il dolore.. e lo dico da Fisioterapista che ha fatto tutte queste cose in passato, ma per fortuna si cresce, si evolve e si trovano nuove strategie che ci permettono di diventare professionisti migliori anno dopo anno).