
La Diastasi Addominale consiste in un allentamento delle fibre connettivali della linea alba, che comporta l’allontanamento progressivo dei muscoli retti addominali. La “linea alba”, o linea mediana, è una sottile banda di tessuto poco elastico ma molto resistente che si estende dalla parte bassa dello sterno alle strutture ossee del bacino, e divide i muscoli detti addominali di dx da quelli di sx (la famosa “tartaruga addominale”).
Spesso i Pazienti si accorgono di una sorta di protrusione che si forma, spesso sotto sforzo, in corrispondenza della linea centrale dell’addome e che va dallo sterno al pube, quasi sempre accompagnato dalla presenza di eccesso di pelle e tessuto adiposo.
E’ un problema che spesso si ritiene riferito alla gravidanza, ma non è così: può presentarsi anche negli uomini, o comparire dopo la menopausa (quando il connettivo diventa meno tonico per le fluttuazioni ormonali).
L’allontanamento dei muscoli retti dell’addome che deriva dalla lassità del connettivo della linea alba comporta una mancata contenzione delle pressioni addominali, ovvero la spinta verso l’esterno data dagli organi viscerali durante i fisiologici processi digestivi. Spesso questa lassità connettivale interessa tutte le aponeurosi addominali, ovvero i punti in cui il resto della muscolatura addominale si sostiene e si inserisce: è sempre opportuno valutare non solo la linea alba e il trofismo muscolare dei retti, ma anche la tenuta della restante muscolatura addominale (traversi dell’addome e obliqui interni ed esterni). Ecograficamente andremo a visionare il rapporto fra la massa grassa e la massa muscolare: non è sempre e solo una questione di grasso addominale, spesso lo strato adiposo si presenta relativamente fine e ci troveremo di fronte ad un gonfiore addominale che spinge in fuori la pancia causando i classici inestetismi di atavica lotta con l’immagine del se’ che vorremmo avere.
Il risultato di questa problematica sarà un addome gonfio che talvolta simula l’addome in gravidanza, ma non solo: la mancata continenza del comparto anteriore potrebbe provocale difficoltà digestive, difficoltà respiratorie per gonfiore addominale che impedisce le corrette escursioni di movimento della gabbia toracica e della muscolatura respiratoria, e infine più spesso dolore lombare, dolore sacrale, spesso anche problematiche uroginecologiche e colonproctologiche come incontinenza e stipsi.
La classificazione anatomica più diffusa suddivide le diastasi in 4 localizzazioni:
- Ombelicale
- Sovraombelicale
- Sotto-ombelicale
- Mista
La maggior parte delle diastasi si verifica a livello sovra-ombelicale e ombelicale; ci sono poi quadri misti in cui la diastasi ombelicale si associa a diastasi sovra o sotto-ombelicale. Quando il tessuto fasciale della linea alba è particolarmente assottigliato e presenta discontinuità, la presenza di diastasi favorisce la comparsa di ernie, solitamente ombelicali o epigastriche.
Attualmente, la classificazione medica più utilizzata (e più discussa da chi si occupa di trattamento conservativo) è la seguente:
- diastasi di grado lieve, inferiore a 3 centimetri;
- diastasi di grado moderato, tra i 3 e i 5 centimetri
- diastasi di grado severo, maggiore a 5 centimetri.
Per avere una stadiazione del problema, risulta necessaria la valutazione di dello specialista con associata una ecografia della parete addominale ed eventuale RMN o TAC a discrezione dello Specialista di riferimento a cui verrà inviata la Paziente dopo aver stabilito l’entità del problema e la reale indicazione chirurgica per la risoluzione del medesimo.
Qualora non ci fossero indicazioni per il trattamento chirurgico, le opzioni di trattamento conservativo vanno studiate in base alle necessità della Paziente e alle problematiche associate presentate: possiamo intervenire con la Fisioestetica Dermatofunzionale, con Esercizio Terapeutico (es. Ginnastica Addominale Hipopressiva) integrato a Terapie Fisiche con azione di biostimolazione tessutale connettivale, senza dimenticare la globalità del problema che si presenta in maniera differente a seconda dello stile di vita della Paziente (es. per un’attività lavorativa che richiede di stare almeno 8h davanti ad un PC richiedono un programma riabilitativo differente rispetto a quello che possiamo studiare per una Paziente che fa un lavoro più dinamico).